Consigli Utili - La Leishmaniosi -

La leishmaniosi e' una malattia infettiva parassitaria a carattere zoonosico, ad andamento generalmente cronico, causata da protozoi del genere Leishmania infantum , trasmessa da particolari zanzare, i flebotomi o pappataci. L'infezione, che colpisce prevalentemente i mammiferi (uomo, canidi e roditori) e' diffusa in tutto il mondo e puo' essere riscontrata nella regione mediterranea, in Asia, in Africa e in America.
Diffusione La leishmaniosi e' una malattia cronica con un periodo di incubazione che va da mesi ad anni. I flebotomi, che sono i veicoli del parassita, vivono lungo le aree della costa tirrenica, ionica e adriatica del centro sud-italia, ma ultimamente, a seguito ai recenti cambiamenti climatici si e' assistito ad una diffusione della leishmaniosi anche in quelle aree, che in passato erano considerate “non a rischio”, come nelle zone collinare e non costiere. La stagione dei pappataci inizia con la primavera e dura fino ad autunno inoltrato; colpiscono prevalentemente dal tramonto all'alba. L'insetto succhia il sangue di un animale infetto nel quale le leishmanie si presentano nella cosiddetta forma amastigote. All'interno dell'insetto vettore l'amastigote, in un periodo di tempo variabile da 4 a 20 giorni, si trasforma in promastigote che e' la forma infettante che verra' trasmessa ad un altro soggetto a seguito della puntura della femmina di flebotomo.
Una volta iniettato nell'animale il promastigote penetrera' all'interno dei macrofagi (cellule della linea reticolo istiocitaria) e qui si ritrasfomermera' in amastigote ed iniziera' a riprodursi in maniera esponenziale provocando la rottura della cellula ospite. In seguito gli amastigoti fuoriusciti andranno ad infettare altri macrofagi ripetendo piu' e piu' volte il processo di moltiplicazione. La malattia si presenta con un'ampia varieta' di manifestazioni cliniche che differiscono notevolmente in termini di gravita ed impatto sulla salute. Nel cane la Leishmaniosi si manifesta in forma generalizzata, con maggior incidenza nei cani adulti (al di sopra di 1 anno di eta') senza predilezione di sesso o razza. Indubbiamente i cani che vivono all'aperto sono maggiormente esposti al rischio di puntura da parte dell'insetto vettore e quindi al rischio di infezione.
Questa patologia raramente si presenta in forma acuta. Invece nella maggior parte dei casi il decorso e' cronico con un quadro sintomatologico piuttosto vario ed incostante. I primi sintomi che compaiono sono: perdita di appetito, linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi) e lesioni cutanee, con scaglie ammiantacee. In particolare, tra le tante manifestazioni a livello della cute, potremmo avere:

Rarefazione del pelo:
soprattutto nella zona periorbitale (contorno occhi), padiglioni auricolari, sporgenze ossee (gomiti e anche), dorso del naso e base della coda

Eczema furfuraceo:
ispessimento della cute che si presenta secca, grigia e spesso ricoperta di squame paracheratosiche biancastre e lamellari

Dermatosi ulcerativa:
aree di cute ulcerata spesso localizzate proprio sulle sporgenze ossee simili a piaghe da decubito; anche il naso viene spesso interessato da questo tipo di lesione

Onicogrifosi:
crescita abnorme delle unghie
Noduli cutanei

Inoltre a causa dell'immonodepressione causata dalla malattia si riscontra spesso un aggravamento delle lesioni cutanee causato da infezioni batteriche secondarie o parassitosi come rogna sarcoptica (scabbia) o rogna demodettica (rogna rossa). Ad un esame piu' attento e' possibile notare, a carico delle mucose, un colorito anemico dovuto al progressivo indebolimento dell'organismo o peggio ancora rosso scuro a volte associato ad ulcere, lesioni a carico degli occhi (cheratocongiuntivite, uveite o, a volte, panoftalmite), epatomegalia (ingrossamento del fegato, segno di danno epatico), splenomegalia (ingrossamento della milza), poliuria (urinazione frequente, segno di danno renale), edemi e versamenti cavitari (anche questi sintomo di compromissione renale ed epatica), polidipsia (sete continua), sofferenza osteo-artro-muscolare.
 
All'esame ematologico i valori che piu' spesso si presentano alterati sono:
 
Ipergammaglobulinemia: innalzamento della curva elettroforetica nell'area delle gamma-globuline
Ipoalbuminemia (per danno renale ed epatico)
Anemia normocitica e normocromica (iporigenerativa)
Trombocitopenia (frequenti emorragie per carenza di piastrine)
Proteinuria, iperazotemia e ipercreatininemia (per danno renale)
Aumento degli enzimi epatici (per lesioni al fegato).

La diagnosi in genere viene effettuata mediante test sierologici su campioni di sangue (IFAT o ELISA) per la ricerca di anticorpi anti-leishmania o mediante PCR. E' inoltre possibile effettuare anche l'esame parassitologico mediante colorazione di Giemsa su prelievo bioptico (linfonodale o midollare). Una volta che il cane si ammala, i parassiti non verranno mai completamente eliminati. Molto importante e' tenere presente che la leishmania non viene trasmessa direttamente da cane a cane o da cane a persona: il protozoo infatti, per diventare infettante, deve prima compiere nel flebotomo una parte del proprio ciclo biologico. La vicinanza o il possesso di un cane infetto comportano dunque un rischio epidemiologico per l'uomo del tutto trascurabile.

Profilassi
Purtroppo, attualmente l'unica profilassi per il cane e' la protezione dalla puntura degli insetti con sostanze repellenti a base di piretroidi sintetici come la deltametrina e la permetrina, con farmaci per uso spot-on (fiale da applicare sulla cute). Poiche' il pappatacio vive tra l'erba e colpisce soprattutto di notte, e' meglio non far dormire il cane in giardino almeno nelle aree geografiche piu' colpite dalla malattia.

Alcuni provvedimenti attuabili per ridurre il rischio che il cane venga punto dai pappataci:
limitare le passeggiate serali e notturne
farlo dormire in casa durante le ore notturne
applicando zanzariere a maglie fitte alle finestre
fare uso di prodotti repellenti specifici espressamente indicati per proteggere dalla puntura dei flebotomi.
Ridurre significativamente la densita' di questi insetti con l'uso di insetticidi e/o effettuando operazioni di bonifica ambientale atte ad eliminare le cause favorenti il loro sviluppo larvale, in particolare in aree urbane e peri-urbane. Misure da prendere per la protezione individuale e collettiva in zone endemiche per leishmaniosi, oltre l'uso di repellenti, sono l'utilizzo di zanzariere a maglie molto fitte applicate a finestre e porte e l'evitare di soggiornare all'aperto durante le ore notturne nella stagione calda. L'adozione contemporanea di tutti questi provvedimenti (nessuno e', ovviamente, efficace al 100%) rappresenta attualmente l'unica arma disponibile per proteggere il cane.